Associazione A, si propone di raccogliere la ventennale esperienza in campo formativo da Irina Galli con il Teatrocinque.

La metodologia proposta si basa sul “Metodo del gioco” appositamente creato da Alessandro Del Bianco e verificata in più di vent’anni di interventi e progetti in scuole lombarde di ogni ordine e grado e riconosciuta da numerosi specialisti in pedagogia e psicologia dell’età evolutiva (quali la Dott.ssa Luigia Maggi, la Dott.ssa Nerella Selvatici, l’equipe di Dedalus di Jonas), permette proprio nell’attuazione sistematica e pluriennale di percorsi teatrali di rispondere a bisogni trasversali di espressione e comunicazione dell’individuo in crescita.

Gli operatori di Associazione A fon operano in stretta collaborazione con gli insegnanti coinvolti e i programmi didattici, fornendo ai bambini e ai ragazzi una serie di competenze trasversali quali la capacità di ascolto, la cooperazione, lo sviluppocognitivo dialettico e la crescita creativa.

PROPOSTA PROGETTO

Associazione A propone ai bambini e ai ragazzi un percorso di avvicinamento al teatro attraverso un’esperienza basata sulla ricerca della piena espressione di sé in un contesto collettivo.

L’esperienza teatrale così condotta favorisce l’espressione delle parti che spesso faticano ad emergere in quei contesti collettivi dove tutti ci riconoscono per alcune “caratteristiche”; favorisce inoltre l’inserimento di soggetti con maggiore difficoltà di riconoscimento nel contesto scolastico e sociale.

A seguito della condivisione con le insegnanti e del positivo percorso svolto lo scorso anno, riteniamo fondamentale proporre gli obiettivi di seguito elencati per la prosecuzione del progetto:

Obiettivi dei progetti proposti:

• raggiungere la coesione di gruppo per un obiettivo comune;

• acquisire concetto per il quale l’individuo può esprimersi attraverso linguaggi diversi;

• sperimentarsi in ruoli e personalità differenti dalla propria;

• orientarsi verso attività espressive non comunemente disponibili o sperimentabili.

  • realizzazione di un’esperienza che permetta ai bambini e ai ragazzi, nella continuità pluriennale di scoprire e padroneggiare le proprie capacità creative in un ambiente non a competitivo, nel rispetto di sé e dell’altro, a partire dalla consapevolezza corporea, emozionale e relazionale.
  • acquisire competenze trasversali quali il rispetto di sé e dell’altro, la cooperazione, lo sviluppo cognitivo dialettico e la crescita collettiva.
  • riconoscere la regola e la capacità di autocontrollo come componente fondamentale della libertà espressiva.

Modalità di realizzazione dell’intervento

Associazione A offre la realizzazione dei laboratori teatrali per l’infanzia coordinati da Irina Galli e condotti da operatori ed educatori riconosciuti nella formazione teatrale per l’infanzia e la gioventù al Metodo del gioco.

Le tematiche del laboratorio teatrale e il suo svolgimento vengono concordati in un incontro preliminare che terrà conto delle esigenze di percorso e di organizzazione di ciascuna classe coinvolta.

In collaborazione con gli insegnanti verrà anche concordato l’eventuale utilizzo di particolari tecniche teatrali, come il teatrodanza e il linguaggio del clown.

I bambini sono parte attiva di ogni fase di realizzazione del laboratorio: l’elaborazione del tema proposto, la rielaborazione drammaturgica, il lavoro dell’attore, la realizzazione di scenografie e costumi – nel rispetto e verso la crescita delle inclinazioni creative di ognuno.

All’interno degli incontri i bambini e i ragazzi vengono coinvolti attraverso esercizi di linguaggio del corpo, musica ed elementi di danza, giochi per la respirazione consapevole e l’emissione vocale, improvvisazioni, avvicinamento al lavoro sul personaggio e creazione collettiva di scene.

Ampio spazio è altresì dato a giochi di relazione che rendono necessario l’ascolto.Il lavoro condotto nel laboratorio porta ad uno spettacolo finale, come reale momento espressivo/creativo dei partecipanti al laboratorio.

I principi ispiratori, fondamentali e trasversali ad ogni laboratorio proposto, riguardano la libertà dal giudizio nell’esperienza teatrale, l’ascolto e il rispetto di sé e dell’altro, la valorizzazione delle diversità, la partecipazione collettiva e non competitiva all’esperienza creativa.

Lo spazio del laboratorio è uno spazio destinato ad accogliere e a dare forma alle immagini e alle emozioni dei bambini, con la grande libertà/opportunità di accedervi attraverso i diversi registri espressivi che il teatro offre.

Le regole concordate e ribadite in ogni gruppo sono l’ascolto, il rispetto, l’osservazione consapevole.

L’adulto/conduttore dei laboratori assume la funzione di garante del contenitore, ossia di quello spazio-tempo di libertà protetta che permette l’espressione di quelle parti di sé che difficilmente

possono venire alla luce in contesti indifferenziati (anche le emozioni cosiddette negative, come ad esempio la rabbia, l’invidia, la competizione negativa nel contenitore creativo trovano la possibilità di esprimersi senza divenire sfogo e potenziale pericolo per sé e per gli altri).

L’obiettivo dell’operatore non si risolve nell’esito performativo in se stesso ma è orientato all’attivazione di un processo capace di mettere in relazione aree generalmente separate: corpo e mente, realtà e immaginario, individuo e gruppo, norma e trasgressione, razionalità e immaginazione.

Questo per i bambini/ragazzi può costituire un’importante opportunità di incontro:con le proprie risorse e attitudini creative e con una particolare modalità di relazione nell’ambito del proprio gruppo-classe.

Il momento del laboratorio può rappresentare, per l’insegnante, una sorta di osservatorio privilegiato dei propri alunni, non di rado “riscoperti” con capacità di iniziativa, spontaneità, desiderio di partecipazione.

Nell’osservazione del laboratorio operatori e insegnanti possono cogliere alcuni aspetti della personalità dei propri alunni, anche attraverso la lettura di alcuni segnali di difficoltà – quali ad esempio la rigidità del corpo, il disagio dell’esclusione (o dell’auto-esclusione) dal gruppo, la fatica a stare nella norma condivisa, l’iperattività motoria, la pulsione ad essere sempre al centro dell’attenzione, la fatica a concentrarsi e a “stare” nelle emozioni.