Alive Acting Method nasce dalla lunga esperienza in ambito realista di Alessandro Del Bianco e Irina Galli, con l’obiettivo di offrire strumenti efficaci agli attori  lavorare in modo vivo e reale in scena come sul set.

L’obiettivo è di arrivare a vedere, comprendere, percepire e vivere la vita del personaggio che si incontra.
Alle volte saranno vite immediatamente comprensibili, affascinanti o vicine alle personali circostanze vitali, altre volte saranno personaggi che non faranno facilmente vibrare le proprie corde vitali ed emozionali.

In alcuni casi lo studio servirà a preservare l’ispirazione quando nasce naturalmente, in altri casi a trovare le vie dinamiche per raggiungerla.

Ove nel percorso tradizionale la lettura del testo mira ad apprendere la giusta maniera per rendere le parole dell’autore, nel nostro caso mira a riuscire a trovarsi nelle circostanze vitali di quei soggetti tridimensionali che sono i personaggi.

Per fare questo l’immaginazione necessita di strumenti che le permettano di “vedere” la realtà dell’opera nella sua specificità, avendo a disposizione soltanto “quelle” parole che esprimono quell’intero “mondo”.

La materia di cui l’attore dispone è se stesso, il proprio vissuto, la propria cultura, la propria sensibilità al servizio di questo lavoro: la recitazione, insieme alla danza è l’unica forma d’arte che non ha altro mezzo a disposizione che il “corpo” umano.

L’attore, lo studente attore, non è una scatola vuota da riempire di nozioni e tecniche, ma materia pulsante da mettere in gioco.

Si impara a “smettere di recitare“, attraverso una migliore conoscenza di sé e a mettere il proprio mondo interiore al servizio di quello che si vuole fare: vivere una vita che non è la propria, riuscendo a “credere” qui e ora a quanto immaginato, a partire dalle circostanze date del testo.

Come attori siamo il miglior amico di noi stessi allorché ci mettiamo in gioco sviluppando immaginazione e volontà, e il nostro peggior nemico quando resistiamo al cambiamento e alle parti che ostacolano il processo creativo.

La nostra scuola considera la recitazione un’arte e il lavoro dell’attore, nel migliore dei casi, un’opera d’arte vivente, che per essere realizzata ha bisogno di dedizione, volontà, rigore e passione.

Se da un lato non possiamo né vogliamo garantire a priori a nessuno studente che “diventerà un attore”, dall’altro ci dedichiamo insieme all’allievo all’individuazione della sua particolarissima e unica maniera di entrare in questo universo.
Ciò che vogliamo, infatti, è continuare a contribuire alla formazione di attori che non siano “prodotti in serie”, e che siano in grado di affrontare con credibilità le indicazioni della regia, avendo lavorato alla creazione del personaggio, con dedizione e umiltà.