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LO STUDIO PERMANENTE PER L'ATTORE
DIRETTO DA IRINA GALLI

Lo Studio Permanente diretto da Irina Galli è uno spazio dedicato a professionisti e ad attori che sentano l’esigenza di allenare le proprie capacità attoriali al di là delle necessità produttive imposte dai contesti lavorativi.  Si configura come  spazio di approfondimento e una prospettiva diversa rispetto alla propria carriera.

Finalizzato ad allenare il professionista all’abitudine alla realtà scenica, lo Studio Permanente è un percorso fortemente improntato sul lavoro individuale e sulla dinamica di relazione, stimolato dalla guida di Irina Galli che, nel coniugare libertà della sperimentazione e rigore nell’approfondimento del rapporto con il lavoro scenico, ne propone integrazioni, suggestioni e percorsi organicamente coerenti con l’intuizione creativa. 

Lo Studio Permanente per l’attore è fondato sul lavoro scenico: imprescindibile strumento per sviluppare il processo creativo organico. La pratica di lavoro prevede la scelta del testo oggetto di analisi, la pianificazione e la prenotazione della sessione di lavoro e la guida all’indagine dei diversi livelli di realtà del personaggio all’interno dell’opera, al di fuori dai tempi ristretti della logica produttiva o dell’abitudine del mestiere.

Lo scopo dello Studio è quello di ricentrare e rinnovare il processo creativo dell'attore.

Questo è un luogo protetto dove l'attore si prepara  per lavorare alla comprensione dell’opera, del personaggio e del rapporto dinamico tra i personaggi.

Il lavoro che si porta avanti nello Studio  è lontano anni luce dalla tensione alla quale si è sottoposti durante un provino o nel corso di una produzione, dove viene chiesto un risultato immediato.

In questo spazio l'attore può sbarazzarsi di ogni aspettativa su se stesso, liberandosi della paura del giudizio altrui.

 

E' uno spazio protetto, dove i partecipanti sono liberi di sperimentare e autorizzati a sbagliare, dove l’errore diventa uno strumento di crescita personale, dove ogni elemento di criticità può trasformarsi in un elemento dinamico nel proprio processo creativo, non un fattore di blocco.

L’obiettivo nel lavoro in questo spazio non è la precisione “dell’esame”, ma l’onestà del lavoro su se stessi, e questo genere di apertura genera sempre, inevitabilmente, una crisi, che verrà accolta e guidata.

Si creano mondi fragili che vanno salvaguardati, e per questo è chiaro che il lavoro nello Studio si basa sulla fiducia.

Più un attore conosce vite diverse dalla propria più sarà in grado di trovare la vita in un personaggio in un provino. In questo spazio ci si può permettere di esplorare esagerando, e si possono sperimentare vite diverse dalle proprie.

È questa la magia dell’approccio realista alla recitazione.

Ma per non distruggere questa magia è anche necessario rispettarlo, questo spazio, uno spazio sacro, in un certo senso, ed è per questo che agli attori che parteciperanno allo Studio si richiede anche un grande rigore nel rapporto con sé stessi, con il proprio lavoro e con gli altri, lasciando fuori da qui ogni familiarità, le abitudini della normalità, il ritmo quotidiano, l’atteggiamento da “dopolavoro” che favoriscono solo una dispersione della concentrazione, l’elemento-chiave per l’efficacia della nostra ricerca sul realismo scenico.

Per approfondimenti: La recitazione realista e l'approccio al realismo scenico

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