Acerca de

IMG20210306155727.jpg

Analisi del testo ed interpretazione sistemica della drammaturgia
OTELLO, di W. Shakespeare

Il progetto nasce da un’intuizione personale di Irina Galli che constatando, grazie al lavoro della dottoressa Cinzia Giordano, l’efficacia della psicologia sistemica nel definire in maniera netta i nodi relazionali attraverso la sintesi visiva ha ipotizzato, in concerto con la dottoressa Giordano, che un gruppo di lavoro “integrato” (composto da allievi attori con esperienza nell’approccio all’analisi del personaggio affiancati da psicologhe cliniche tirocinanti del percorso in psicologia sistemica) potesse restituire interessanti occasioni di formazione e crescita per entrambi gli ambiti di interesse e training.

Questo sperimentale processo di lavoro ha trovato la sua occasione di vedere la luce lo scorso anno didattico, grazie agli attori dello Studio permanente per l’attore di Irina Galli (CSA) e le tirocinanti in psicologia sistemica del CMTF (supervisionate dalla dottoressa Giordano), attraverso l’analisi dell’Amleto di William Shakespeare

L’approccio combinato ha permesso ad entrambe le parti di guardare il paziente/personaggio Amleto attraverso una nuova prospettiva in grado di aprire stimoli e consapevolezze inaspettate.

La psicologia sistemica (nel Milan Approach del CMTF) è strettamente legata alla comprensione della relazione tra i diversi punti di vista, cioè tra i punti di osservazione delle figure coinvolte, quindi nel pensare sistemico si osservano le relazioni, le distanze emotive tra i partecipanti, le storie che si intrecciano e si pensa a quali e quanti presenti possibili possano esserci.

Il lavoro degli attori ha permesso alle tirocinanti psicologhe di comprendere i giganti della drammaturgia attraverso la loro realtà sensoriale, fatta carne attraverso l’interpretazione attorale e la comprensione del personaggio da parte degli attori si è fatta più nitida e ordinata attraverso gli appuntamenti visivi che le restituzioni delle tirocinanti offrivano ad ogni incontro ponendo il “paziente Amleto” all’interno del suo sistema relazionale con gli altri personaggi.

Il successo dell’esperimento ha determinato il desiderio di replicare l’esperienza per anno didattico 2021/2022 andando a scomodare un altro gigante della drammaturgia shakespeariana: Otello

Il moro di Venezia verrà osservato attraverso il suo sistema di nodi relazionali grazie al lavoro di tre psicologhe ormai laureate e tre tirocinanti del CMTF, sotto la guida della dottoressa Giordano, che avranno l’occasione di “vivere” le circostanze di Otello attraverso il lavoro degli attori dello Studio permanente per l’attore diretti da Irina Galli.

 

TESTIMONIANZE DEGLI ATTORI COINVOLTI

 

“Un punto di vista nuovo riguardo la percezione delle condizioni del personaggio (nel caso specifico di Amleto il retaggio culturale, lo stato familiare e come prendono posizione i componenti della sua cerchia rispetto al personaggio). Diversi aspetti che, a volte, dimentichiamo di tenere in considerazione e che fanno invece la differenza durante la preparazione.”

Federica Redaelli

 

“Questo studio mi ha fatto scoprire il piacere di mettermi al servizio non tanto del ruolo che interpretavo, ma di come quel ruolo fosse a sua volta al servizio del vero centro della vicenda. Di come tutto fosse al servizio della storia e del suo vero protagonista e di come noi fossimo, in sostanza, attori della sua vita e della sua percezione”

Giorgio Carella

“In primis la scoperta del personaggio, sempre inserito in un’unità unica, senza frammentare il punto di vista. Tante volte mi perdo nel flusso di un unico personaggio e dirigo la mia empatia in una sola direzione. Avere delle immagini di riferimento mi ha aiutato a non dimenticare i personaggi per strada”

Pietro Paolo Ferreri

 

“L’utilizzo delle carte per rappresentare il sistema di Amleto è immaginifico: ha permesso al mondo della psicologia di entrare delicatamente in contatto con la creatività teatrale, fondendosi in un tutt’uno che diventa naturalmente imprescindibile, dà vita a intuizioni visive, emozionali, organiche e fa sorgere nuove domande, solleticando la curiosità”

Cristel Puccio