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Acerca de

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Archeologia del sonno
La storia è un incubo dal quale stiamo cercando di svegliarci

Living Theatre Europa presenta il laboratorio teatrale diretto dal Gary Brackett del Living Theatre
Master Class intensiva sulla tecnica del Living Theatre e Creazione Collettiva

Tuffatevi nella nota, percorrete a grandi passi il labirinto della mente, trovato il Minotauro e
procuratevi la risposta, confondete la sfinge, liberate la città dall’angelo sterminatore e
confondete la morte.
Il teatro, come l’oracolo di Delfi, è una sacerdotessa in trance che da la risposta.

da Julian Beck, Theandric

 


Muovendosi da un’analisi delle esigenze politiche, sociali, poetiche ed artistiche del Living e
più in generale della società contemporanea, verranno proposti spunti di discussione, che
riguarderanno quello che riteniamo sia importante trasmettere oggi. Facendo quindi
riferimento alle tecniche elaborate in tanti anni di ricerca sociale e teatrale, dalla storica
compagnia, proporremo in fase laboratoriale, la possibilità di un agire comune che sia
rispettoso dell’individualità e delle esigenze del gruppo. Sperimenteremo nel laboratorio,
nuove forme di rito, valide nella nostra quotidianità, in base alle esigenze mutate e ai nuovi
conflitti sociali e politici presenti nel nostro territorio .
Ci chiederemo dove, nella società attuale, possiamo trovare i cancelli dell’Eden e come/se sia
possibile/desiderabile creare un nuovo rituale, una nuova mappa, un nuovo viaggio per
tentare di aprirlio per immaginare cosa potrebbe esserci oltre .
All’attività laboratoriale sarà affiancato un percorso storico, basato su approfondimenti,
visione di filmati e documenti esclusivi. 


Parte I: Il lavoro del Living Theatre
L’attività di laboratorio proposta sarà svolta utilizzando il materiale, le scene, le forme ed i
linguaggi espressivi che costituiscono l’alfabeto del Living Theatre. Le tecniche utilizzate
saranno quelle sviluppate dalla compagnia nel corso dei suoi 60 anni d’attività: 
 non- fictional acting 
 creazione collettiva 
 espressionismo artaudiano 
 rituali 
 biomeccanica 
 meditazione e yoga
 elementi formali del Teatro politico di Brecht e Piscator 
 elementi formali del Teatro di Strada 
 danza Butoh

Nel laboratorio sperimenteremo nuove forme di rito, valide nella nostra quotidianità, in base
alle esigenze mutate e ai nuovi conflitti sociali e politici presenti sul nostro territorio. 

 


Parte II: Creazione Collettiva
I partecipanti al lavoro di gruppo, attraverso la discussione, le sperimentazioni,
l’improvvisazione e la creazione di testi svilupperanno le proprie scene originali. 
Il lavoro sarà incentrato sull'opera teatrale The Archeology of Sleep di Julian Beck, un'opera
teatrale sul sonno e sui sogni. All'interno del laboratorio verrà messo in piedi un "laboratorio di
sogni", i cui risultati verranno incorporati all'interno della performance. Esploreremo insieme
questioni contemporanee: l’attuale crisi bellica, ad esempio, o qualunque tema verrà ritenuto
importante dal gruppo.


Gary supporterà i gruppi nella gestione della messa in scena guidando, se necessario, la fase
finale di sunto e formalizzazione. Il laboratorio finirà con una vera e propria rappresentazione
teatrale, recitata nella sua forma originale dai partecipanti stessi.
Coerenti con una delle idee cardine della poetica del Living Theatre, che riconosce
nell'incontro esistenziale con il pubblico il compimento del momento teatrale, il laboratorio si
conclude con una rappresentazione nella sua forma originale, integrata e contaminata dai
partecipanti stessi.


L'attività laboratoriale potrà essere integrata da una selezione di materiali video che andranno
a completare e approfondire la panoramica storica, formale, estetica e politica della
compagnia. 
 

A CHI E' RIVOLTO

La residenza creativa è aperta a dilettanti e professionisti.

QUANDO

Da sabato 29 luglio a sabato 5 agosto 2023

Sabato 29 luglio: arrivo dei partecipanti in mattinata.  Inizio del lavoro dopo pranzo. 

Orari del workshop (suscettibili a variazioni): 9-13 e 16-20
Venerdì 4 agosto, ore 19: performance aperta al pubblico.

Sabato 5 agosto: la residenza termina la mattina, dopo un momento di condivisione e riscontro sul laboratorio.

DOVE

La residenza creativa si terrà nella residenza estiva di Centro Studio Attori a SPAZIO -A Cattognano.

Per informazioni ulteriori sullo spazio, clicca qui.

CANDIDATURE

Per candidarsi è necessario inviare  entro il 7 luglio 2023 una lettera di presentazione (breve biografia)  all’indirizzo segreteria@centrostudioattori.it

COSTO

La partecipazione alla residenza creativa, come per tutte le attività organizzate dal Centro Studio Attori, è riservata ai soci di Associazione A (tessera associativa annuale di 10,00 €). 

Quota di partecipazione: 550 €   (include vitto e alloggio per tutta la durata della residenza)

 

 

 

 

 

BIO GARY BRACKETT
Da oltre 30 anni Gary Brackett fa sentire la sua presenza in Italia e in Europa. Componente di
The Living Theatre dal 1987, è stato direttore di produzione, scenografo e attore per la
maggior parte delle produzioni di The Living viste qui in Europa e negli Stati Uniti, tra cui I and
I, The Tablets, The Body of God, Humanity, The Rules of Civility, The Metodo Zero, Capital
Changes, The Brig, Mysteries and Smaller Pieces; Utopia, e Enigmas. Con Judith Malina ha
anche assistito e condotto l'allenamento fisico e la messa in scena di numerose produzioni di
laboratorio. Da solo ha diretto più di 170 laboratori di Living Theatre e messo in scena
produzioni classiche di Living Theatre come Mysteries and Smaller Pieces, Seven
Meditations on Political Sadomasochism, Six Public Acts e Paradise Now. Collabora da
tempo con la Fondazione Morra di Napoli che ha sponsorizzato molti dei suoi workshop. Ha
formato il Living Theatre Naples e ha diretto molti spettacoli di laboratorio (1996/2006), la
maggior parte presentati nelle strade e nelle piazze di Napoli.
Dopo l'interruzione del progetto The Living Theatre a Rocchetta Ligure nel 2003, Brackett ha
creato Living Theatre Europa promuovendo laboratori e nuove produzioni tra cui un
laboratorio residenziale e spettacoli di strada nei Territori Occupati, lavorando fianco a fianco

con gli artisti, i Attivisti e assistenti sociali palestinesi e israeliani – esperienza raccolta nel
documentario Mahloul, Voyage in Palestine, diretto da Gary Brackett.
Oltre ai suoi laboratori, Brackett ha scritto, prodotto e diretto produzioni originali: Siddhartha il
sorriso del fiume, Green Terror, Let My Brother Go, e Girl Is A Gun. A Napoli nel maggio 2022
ha iniziato una nuova produzione di laboratorio incentrata sull'Archeologia del sonno di Julian
Beck, prodotta con l'Ass. AMÀLA, Fondazione Morra ed Ex-Asilo. A novembre 2022 con
l'Ass. AMÀLA ha iniziato a sviluppare il suo nuovo lavoro COMMON BLOOD e ne ha
presentato la prima fase a Napoli al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), al
Chiostro Made in, in San Domenico Maggiore e al'Ass. AMALA. Ora l'opera completa è in
fase di sviluppo, con la collaborazione dell'Ass. AMÀLA e Fondazione Morra. Il nuovo lavoro
si svilupperà attraverso una serie di workshop il cui debutto è previsto per novembre 2023.

 

 

Storia del LIVING THEATRE
Compagnia di teatro sperimentale fondata a New York nel 1947 da Julian Beck, scenografo,
pittore e poeta, e dall’attrice e regista Judith Malina, il Living Theatre si colloca inizialmente
nel panorama dell’Off Broadway proponendo un innovativo repertorio di matrice europea
novecentesca e collaborando con giovani autori americani più o meno affermati. Dopo i
burrascosi esordi il Living Theatre raggiunge il successo di pubblico e critica con The
Connection, testo di Gelber diretto da Judith Malina andato in scena nel 1959. A seguito delle
polemiche scatenatesi in seguito alla prima dello spettacolo The Brig nel 1963 – crudo
copione di Kenneth H. Brown che ritrae la vita all’interno delle prigioni militari del Corpo dei
Marines – la compagnia dei Beck è costretta prima ad abbandonare lo spazio del Teatro sulla
Quattordicesima Strada e poi, nel dicembre dello stesso anno, il Paese. L’impegno in
numerose manifestazioni pacifiste e iniziative di disobbedienza civile infatti valsero al Living
una notorietà che andava ben oltre il ristretto ambito del teatro d’avanguardia e che lo
rendeva, proprio a causa di questo impegno politico, “non gradito” al governo degli Stati Uniti.
Dai primi anni Sessanta la Compagnia concentra la sua attività in Europa - in particolare in
Italia e Francia - con tournée e soggiorni di lunga durata. Sono di questi anni gli spettacoli
considerati i capolavori della creazione collettiva come Mysteries and Smaller Pieces (1964),
Antigone di Sofocle (1967) da Bertolt Brecht; Frankenstein e Paradise Now, presentato al
Festival d’Avignone nel 1968 tra entusiasmi, scandali e polemiche.
Il cosidetto Esilio Europeo della compagnia è anche il momento in cui il Living Theatre pone
le basi programmatiche del proprio lavoro teatrale come il rifiuto della finzione del
palcoscenico, l’eliminazione dei confini tra arte e vita e, di conseguenza, tra attorie pubblico. Il
linguaggio scenico del gruppo si caratterizza negli aspetti gestuali e corporei, mettendo a
frutto una rigorosa ricerca ginnico-acrobatica mirata alla creazione di effetti scenografici e
volta al coinvolgimento fisico ed emotivo della platea. Negli anni Settanta il gruppo si
concentra quasi esclusivamente sul teatro di strada creando spettacoli di fortissimo impatto
come Sette meditazioni sul sadomasochismo politico (1973), La torre del Denaro (1975), Sei
Atti Pubblici (1976) per poi tornare al teatro con Prometeo nel Palazzo d’Inverno (1978), Il
Matusalemme giallo (1982), Archeologia del Sonno (1983).
Dopo la morte di Julian Beck nel 1985 Judith Malina continua a dirigere la compagnia
assieme ad Hanon Reznikov creando nel nuovo spazio a New York spettacoli come The
Tablets, I and I, The Body of God, Waste, Humanity, Rules of Civility, A German Requiem,

Waste, Echoes of Justice, e The Zero Method. Dopo la chiusura del teatro sulla Terza strada
nel 1993 il Living, di nuovo nomade, crea Anarchia, Utopia, Capital Changes, Non in mio
nome - spettacolo contro la pena di morte rappresentato ogni volta che viene eseguita una
sentenza capitale e Utopia. Nel 1999 a Rocchetta Ligure, nella provincia di Alessandria,
nasce Centro Living Europa, la sede europea del Living Theatre. Qui la compagnia fondata
da Julian Beck e Judith Malina crea i suoi spettacoli più recenti come Capital Changes,
Resistenza, Enigma e Resist Now, presentato a Genova durante il G8 e poi in Germania e in
Libano.
Il progetto di Rocchetta Ligure viene interrotto nel 2003 e da allora il regista Gary Brackett,
componente della compagnia di New York, si occupa di promuovere il lavoro della compagnia
con progetti di formazione e produzioni che realizza con il collettivo Living Theatre Europa. In
questi anni il collettivo mantiene la forma di compagnia itinerante proponendo in Italia e in
Europa laboratori, spettacoli e momenti di confronto e di discussione artistica, politica e
sociale. È sotto la guida di Gary Brackett che il Living Theatre Europa realizza l’esperienza di
laboratorio residenziale e di performance di strada nei Territori Occupati, lavorando fianco a
fianco con gli artisti, gli attivisti e gli operatori sociali palestinesi ed israeliani – esperienza
raccolta nel documentario Mahloul, viaggio in Palestina scritto e diretto da Gary Brackett.
Negli stessi anni il nucleo che si sposta nuovamente a New York realizza A Dream of Water
(2003), Quality of Life Crimes (2003) The Code Orange Cantata (2004) e No Sir (2006). A
fine 2006 il Living Theatre riunisce la compagnia in una nuova prestigiosa sede a New York
City dove nel aprile 2007 va in scena The Brig che inaugura la nuova casa della compagnia
nel Lower East Side di Manhattan. La riedizione, per la regia di Judith Malina e con il
programma di Ensemble training diretto da Steve Ben Israel e Gary Brackett, è accolta con
grandissimo successo di pubblico e critica che gli vale, oltre che centinaia di repliche, due
Obie Awards per regia ed Ensemble. Nel 2008 la compagnia presenta Eureka, scritto da
Hanon Reznikov, nel 2009 ripropone The Connection e la nuova produzione diretta Malina
dello spettacolo Red/Noir scritto dalla poetessa Anne Waldman.
Nel 2010 Brackett decide di rientrare definitivamente in Europa e ad inizio 2010 costituisce
l’Associazione Culturale Living Theatre Europa, con sede a Trieste. L’Associazione, che
raccoglie l’esperienza maturata fino ad allora dal collettivo europeo, produrrà nel maggio
2010 Green Terror scritto e diretto da Brackett che debutta a Bruxelles nel maggio del 2010.
Dal 2010 Malina continua a scrivere ed a produrre nuovi spettacoli: Korach, da lei diretto
assieme a Carlo Altomare, No Where To Hide, The History of the World e Here We Are.
Judith Malina muore poco prima di compiere 89 anni nell’aprile 2015.
Nel luglio 2014 Brackett, assieme alla compagna Eleonora Cedaro, inaugurano a Trieste
PerForm centro dedicato alle discipline del corpo ed alle arti performative nonché nuova case
del Living Theatre Europa.

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